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Rennes-Le-Chateau

 

 

Rennes-Le-Chateau; un paesino della Linguadoca in Francia che attrae gli esoteristi di tutto il mondo. Ma perché? La gente non è molto ospitale… e poi il paesino ha una popolazione di soli 100 abitanti! E’ veramente incredibile. Nella zona di Rennes-Le-Chateau sono state trovate tracce della civiltà romana, ma tutti la ricordano con il nome di Rhaede, capitale del regno visigoto nel V secolo la città contava più di 30.000 abitanti, ed ora solo 100… perché questo decadimento improvviso? Beh ci fu un’epidemia di peste che sterminò la popolazione, ecco la causa di questo decadimento demografico. Il paesino faceva parte del feudo del sesto Gran Maestro dei Templari, Bertrand de Blanchefort, colui che nel 1160 aveva deciso il trasferimento del tesoro dal Tempio di Salomone in Europa. Comunque veniamo al mistero.

Come nasce il mistero?

Tutto cominciò nel 1644 quando François Pierre, barone d’Hautpoul, redisse testamento presso il notaio Captier di Esperaza; nel testamento si parla di segreto di Stato.

Spostiamoci nel 1781. Curato di Rennes-Le-Chateau è Antoine Bigou, un personaggio molto curioso; egli era il curato successore dello "zio Jean", curato anche lui a Rennes-Le-Chateau. Inoltre non troviamo documenti che rivelano l’esistenza di questo personaggio, Bigou. Forse il suo vero nome era un altro? Questo probabilmente non lo sapremo mai. Comunque, nel 1781, Bigou fu chiamato dalla marchesa d’Hautpoul-Blanchefort ( diretta discendente di Bertrand de Blanchefort ) perché stava per morire e doveva confessarsi. Bigou corse dalla marchesa e fu sorpreso: la marchesa era malata, ma non era in punto di morte. In realtà infatti, la marchesa voleva rivelare al curato un segreto di famiglia che doveva essere tramandato. E così fece. La marchesa morì il 17 gennaio 1781 e venne sepolta nel cimitero della chiesa, al contrario dei suoi familiari e antenati, che erano stati sepolti nella cripta all’interno di essa. Il segreto rivelato a Bigou doveva essere qualcosa di terribile, tanto che fu visto parlare da solo. 10 anni dopo, sempre Bigou, coprì la tomba della marchesa con una lapide proveniente da un’altra tomba che si trova a Les Pontils ad Arques.

Inoltre davanti all’altare pose una lastra sul pavimento chiamata "dalle des Chevaliers" e la pose capovolta (vedi immagine).

Ultima cosa: in uno dei pilastri accanto all’altare pose alcuni documenti, che saranno ritrovati anni dopo. Perché Bigou seppellì la marchesa separatamente dai suoi familiari? Perché non mise la sua tomba nella cripta della chiesa? Tutto ciò è molto strano, infatti una marchesa che conosceva un segreto, che faceva parte della dinastia merovingia e che aveva dei familiari appartenenti all’Ordine Templare meritava pienamente di essere sepolta nella cripta insieme alla sua famiglia. E infatti la verità è diversa; la scopriremo poi. Bigou fu dichiarato "prete non giurato" nel 1791 e morì nel 1794 in Spagna, dove si era rifugiato. Ma il segreto doveva essere tramandato, e Bigou, prima di morire, lo rivelò all’abate Caunielle, che a sua volta lo rivelò ad altri due abati, Jean Viè e Cayron. Jean Viè era curato di Rennes-Le-Bains e il suo successore fu Henri Boudet, che diventerà presto amico di un certo Saunière…

Ci spostiamo nel 1885, precisamente il 1° giugno, quando curato di Rennes-Le-Chateau divenne Berenger Saunière, un curato molto particolare, interessato ai fenomeni esoterici e alla massoneria. Innanzitutto appena arrivò Saunière al paesino, fu sconfortato alla vista della chiesa: era quasi distrutta e completamente da ristrutturare. Aveva pochi soldi, e inoltre, un prete come lui, molto colto e intelligente si sentì sminuito alla nomina di prete in un posto così sperduto e desolato. Come abbiamo detto era povero, perciò per finanziare i lavori di ristrutturazione chiese un prestito; la Marhcesa di Chambord gli diede 3000 franchi, il Municipio 1400 franchi.

Le scoperte di Saunière

I lavori poterono iniziare. Iniziarono i lavori al pavimento; degli operai trovarono, in un paiolo, "cose che luccicavano". Saunière disse che erano solo medagliette della Madonna di Lourdes senza valore. Saunière, però regalò lo stesso anno all’abate Grassaud un calice splendido, d’argento dorato, con i simboli dei Quattro Evangelisti ed una figura di una donna più in alto…ma chi è questa donna? Una santa? Più in basso una scritta: ECCE PANIS ANGELORUM FACTUS CIBUS VIATORUM (ecco il pane degli Angeli divenuto cibo dei viandanti).
Dove aveva trovato i soldi per fare un regalo simile? Inoltre ebbe il permesso dal Municipio di costruire vicino alla chiesa una piccola grotta con dentro un "calvaire": è inciso sopra un simbolo dei rosa-croce e vi sono alcune scritte:
CHRISTUS VINCIT, CHRISTUS IMPERAT, CHRISTUS A.O.M.P.S. DEFENDIT. Cosa significa questa misteriosa iscrizione? Molti dicono sia: CHRISTUS ANTIQUUS ORDO MYSTICUSQUE PRIORATUS SIONUS DEFENDIT (che Cristo difenda l’antico ordine mistico del Priorato di Sion). Altri dicono sia una semplice invocazione a Dio: CHRISTUS AB OMNI MALO POPULUUM SUUM DEFENDIT (che Cristo difenda il suo popolo da tutti i mali). L’ipotesi più probabile è sicuramente la prima, altrimenti perché avrebbe scritto la frase puntata? Sicuramente perché solo in pochi potevano sapere del segreto. Forse che con tutte le pietre raccolte nella campagna, non aveva spazio per scrivere una frase? Torniamo ai rilevamenti di Saunière; il curato, sempre nei lavori alla pavimentazione trovò davanti all’altare, la lastra "dalle des Chevaliers" posta lì nel 1791 da Antoine Bigou. Sotto di essa, c’era l’ingresso alla cripta degli Hautpoul-Blanchefort, e c’era anche la tomba vera della marchesa. Qui Saunière capì che nella tomba del cimitero c’era qualcun altro o qualcos’altro.

Infatti nella tomba del cimitero erano nascosti i resti posti prima nella tomba di Les Pontils ad Arques; quando Bigou prese la pietra tombale dalla tomba di Arques, prese anche i resti del defunto e li mise nella tomba falsa della marchesa nel cimitero. Come abbiamo detto, la lastra dei cavalieri era stata messa sul posto capovolta, cioè, il bassorilievo si poteva vedere solo… dal di sotto. Ma allora come mai questa lastra è descritta così bene in un libro di Stublein del 1884 ("Pietre incise della Linguadoca") se era ancora nascosta? Sicuramente un informatore di Stublein l’aveva vista prima della deposizione di questa da parte di Bigou. La lastra è composta da due pannelli scolpiti; su uno c’è un cavaliere che suona un corno, sull’altra c’è un cavallo con due cavalieri sopra (chiaro riferimento ai Templari che indicava la povertà di questi, che non avevano neanche un cavallo per ogni cavaliere).

Ultima scoperta di Saunière; egli trovò i documenti lasciati da Bigou nella colonna visigota vicino all’altare. Su di essi era posto il sigillo della regina Blanche de Castille. I manoscritti erano suoi alberi genealogici, Dagobert II dal 681 al 1244 e dal 1244 al 1644; inoltre trovò due testi codificati del Vangelo: il primo dove Gesù si reca a Betania da Lazzaro e dove la Maddalena gli lava i capelli e li asciuga i capelli; il secondo dove i farisei criticano i discepoli che mangiano durante il sabato. Le pergamene però avevano qualcosa di speciale…infatti se erano state nascoste ci doveva essere un motivo, un motivo ancora ignoto che dopo vedremo insieme.

La colonna visigota venne portata fuori dalla chiesa e Saunière la dedicò alla Madonna di Lourdes, la cui statua fu posta sopra la colonna. Su quest’ultima furono incise delle scritte: PENITENCE!-PENITENCE! e MISSION 1891.

Innanzitutto perché due volte PENITENCE? Non bastava una volta sola? I più esperti sapranno che i Templari per tradizione scrivevano le loro cose sempre due volte. Ma è la scritta MISSION 1891 che è molto misteriosa; infatti le due S sembrano calcate come ad indicare che MIS sia una parola SION un’altra. SION come Gerusalemme, ma MIS? Inoltre le due parti circolari del numero 8 sono divise, in modo che non si tocchino… anche qui sembra indicare che MISSION siano due parole diverse. Ma facciamo un’altra ipotesi… S-S potrebbero essere le iniziali di due parole: e allora SANCTA SANCTORUM, la stanza segreta del Tempio di Salomone dove erano nascosti i tesori… oppure SEPULCRUM SION, il Sepolcro di Gerusalemme, quindi il Sepolcro di Cristo. Alla base del pilastro c’è una scritta su di una lastra:" O Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che siamo ricorsi a voi" Ma c’è una stranezza… la prima parola, MARIE è scritta MRIE, ma se guardiamo attentamente, possiamo vedere che ci troviamo di fronte ad un monogramma con la M e la A incastonate, motivo che si ripete anche sul pilastro e nella chiesa di Rennes-Le-Chateau.

Saunière a questo punto sospese i lavori.

Il curato era solito annotare tutto ciò che accadeva sul suo diario personale…alla data del 29/9/1891 si legge: "Visto il curato di Nevian - presso Gelis – presso Carrière – visto Cros e Secret". Una persona di nome Secret non si è mai sentita… forse voleva dire proprio "segreto"? Aveva parlato a Cros delle sue scoperte?

Saunière si recò da Monsignor Felix Billard, suo superiore, ma massone anche lui, e sotto suo consiglio si diresse a Parigi per decifrare le pergamene; a Parigi, Saunière rimase tre settimane anziché i 5 giorni previsti. Egli si diresse subito al S.Sulpice dove conobbe Emile Hoffet che lo introdusse in circoli artistici e culturali. Sunière conobbe la cantante Emma Calvè e il Gran Maestro del Priorato di Sion, Claude Debussy. I manoscritti vennero decifrati e una copia di essi rimasero ad Hoffet. Lo sappiamo perché dopo la sua morte, la biblioteca venne comprata dalla "Lingue de la Libraire ancienne" che ebbe quindi le copie dei manoscritti. Quest’Istituto inviò a Fatin, proprietario del Castello di Rennes, dove si parlava della lastra "dalle des Chevaliers" e della dimora di SIGEBERT IV figlio di DAGOBERT II. Prova inconfutabile che l’Istituto aveva avuto le copie dei manoscritti.

Durante la sua permanenza a Parigi, Saunière, nel Louvre, guardava sempre gli stessi quadri dei quali poi comprò delle riproduzioni. I quadri erano "La tentazione" di Teniers, "I pastori d’Arcadia" di Poussin (vedi immagine qui sotto) e un ritratto di Celestino V. Si dice che in Inghilterra esista un monumento che raffigurerebbe il quadro di Poussin come visto in uno specchio. Ai piedi del monumento è scritto:
D O.U.O.S.V.A.V.V. M  scritta che non è mai stata decifrata. Il curato tornò a Rennes-Le-Chateau e fece riprendere i lavori.

I misteriosi lavori di Saunière

Saunière fu sorpreso dalla sua perpetua, Marie Denardaud, a fare scavi notturni nel cimitero. Il curato lavorava sulla falsa tomba della marchesa… In pratica Saunière aprì la tomba, lesse la lastra tombale e cancellò le scritte, facendola sparire. Non sapeva che qualcuno quella scritta l’aveva già copiata.

Ma cosa c’era di tanto importante su questa lastra tanto da costringere il curato ad aprire addirittura delle tombe? Esaminiamo la lapide; è scritto: 
CT GIT NOBLe MARIE DE NEGRe DARLES DAME D’HAUPOUL De BLANCHEFORT AGEE DE SOIXANTE SepT ANS DECADEE LE XVII JANVIER MDCOLXXXI REQUIES CATIN PACE

A prima vista sembra una scritta normale, ma, esaminiamola meglio...

Innanzitutto vi sono degli errori strani che avrebbero dovuto far infuriare i familiari della marchesa, e che se fossero stati visti sarebbero stati cancellati. Vediamoli insieme: nella scritta si dice DAME D’HAUPOUL ma lei era D’HAUTPOUL. La parola della lapide significa letteralmente "alta gallina" che indica le prostitute d’alto borgo. Inoltre, nella frase finale, REQUIES CATIN PACE, sono sbagliati gli spazi: la scritta dovrebbe essere REQUIESCAT IN PACE, mentre è scritta nel modo menzionato sopra. Ora, CATIN, vuol dire "puttana".

Ma perché questo genere di errori? Inoltre nella scritta MDCOLXXXI è sbagliata, perché dovrebbe essere MDCCLXXXI, mentre c’è una O al posto della C. Ci sono diversi errori. Vediamo che alcune lettere sono scritte più piccole. Collegate tra di loro fanno una frazione di cerchio (vedi immagine sotto), che può essere prolungato formandone uno intero; bene il diametro di questo cerchio è la distanza tra la T di CATIN e la croce più in alto.


disegni gentilmente concessi da Patrick Mensior

Inoltre nella prima parola, CT dovrebbe essere CI, e la T è sbagliata…proviamo a cerchiare tutte le T della lapide e le lettere piccole. Con alcuni calcoli si può arrivare alla Stella di David. Complimenti Bigou!


disegni gentilmente concessi da Patrick Mensior

Ora passiamo ad esaminare la lastra tombale; è scritto sopra: ET IN ARCADIA EGO. La frase non vuol dire niente, in quanto manca in verbo…vorrebbe dire E IN ARCADIA IO. Ma anagrammata verrebbe fuori I TEGO ARCANA DEI (vattene, io celo i segreti di Dio). Forse la tomba con scritto ET IN ARCADIA EGO era quella di qualcuno che conosceva i segreti di Dio?

Proviamo ad analizzare meglio la scritta, cioè EGO IN ARCA DIA: vediamo la traduzione del Greco: A r c a = tomba D i a =per Zeus, che sarebbe Dio. La tomba quindi di qualcuno che conosceva i segreti di Dio e che era stato sepolto nella tomba fatta per Dio?

Fantasia o realtà?

Beh, diciamo che tutte queste ipotesi sono da prendere un po’ con le pinze… infatti Plantard sostiene che ET IN ARCADIA EGO era il motto della sua famiglia dal 1210. Inoltre noi diciamo che il mistero cominciò nel 1644… eppure il quadro di Poussin è un "remake" di uno precedente, del Guercino, del 1620, di 24 anni prima! Ma torniamo ad esaminare la scritta. C’è una stranezza: è scritta metà in latino metà in greco, infatti vediamo: ET IN A R C A D I A E G W . Metà scritta è sulla parte sinistra della lastra, (ET IN ARC) l’altra metà sulla sinistra (ADIAEGO). La cosa che colpisce di più è sulla parte destra. Guardiamo la prima e l’ultima lettera: A come Alpha e O come Omega, Alpha e Omega, inizio e fine, ciò che identifica Gesù Cristo. Inoltre, al centro c’è una scritta: REDDIS REGIS CELLIS ARCIS. I significati sono molti, alcuni anche molto inquietanti.

Vediamoli insieme: innanzitutto non si capisce bene se dobbiamo leggere REDDIS REGIS CELLIS ARCIS oppure REDDIS CELLIS REGIS ARCIS, ma ci sono ipotesi, anche se un po’ fantasiose, in tutti e due i casi. Nel primo caso vorrebbe dire: JESUS (che sarebbe REGIS, cioè il Re) ROI DE RHAEDE, CACHE EN ARQUES. Nel secondo caso potrebbe significare: JESUS, CACHE A RHAEDE, REGNE PAR L’ARCHE. Tradotto il primo caso risulterebbe qualcosa di incredibile: GESU’, RE DI RENNES-LE-CHATEAU (RHAEDE), E’ NASCOSTO AD ARQUES. Il secondo caso sarebbe GESU’, NASCOSTO A RENNES-LE-CHATEAU (RHAEDE), REGNA PER L’ARCA. Beh, è veramente incredibile. Infatti molti cristiani agnostici pensano che Gesù Cristo non sia morto a Gerusalemme, e che quindi non sarebbe mai risorto. Egli si sarebbe poi trasferito in Francia insieme a Maria Maddalena, che diventò sua moglie, ed ebbe dei figli, dai quali nacque la dinastia merovingia.

Su di una vetta a pochi chilometri da Rennes-Le-Chateau, si trovava una sede templare. Bene, questo monte si chiama Cardou.

Il sentiero che porta alla ex-base templare è molto ripido, ma poi s’interrompe bruscamente scoprendo un dirupo. Qualcuno dice di essersi calato nel dirupo e di aver visto due tombe allineate parallelamente; una potrebbe essere quella di Gesù Cristo e l’altra quella di Maddalena; dato che la vetta si chiama CARDOU, massacrando un po’ contrazioni e dialetti, Cardou potrebbe essere la contrazione di "corps de Dieu" quindi il corpo di Dio.

Ma torniamo alla lastra tombale. Sulla parte superiore della lastra c’è un criptogramma con due lettere: PS (PRIORATUS SION?) circondate da un cerchio. Da questo simbolo parte una freccia che conduce alla parte inferiore della tomba dov’è scritto: PRAE-CUM. Sotto c’è un simbolo, un polipo, a prima vista, ma se osserviamo attentamente notiamo che si tratta di un ragno dalle varie zampette. Il ragno è l’animale che simboleggia l’Arca dell’Alleanza. Quelle che sarebbero le zampe del ragno, potrebbero essere anche i raggi di luce che emette lo splendore dell’Arca dell’Alleanza dorata.

 

Un quadro molto misterioso

A proposito di Arca dell’Alleanza… la tomba di Les Pontils ad Arques (quella "profanata" da Bigou, vedi immagine sotto) ha le stesse precise dimensioni dell’Arca dell’Alleanza; ciò è molto inquietante. E sempre a proposito della tomba di Arques, anche su quella tomba vi era una scritta oramai cancellata: ET IN ARCADIA EGO. La stessa scritta della tomba falsa della marchesa! Ma come facciamo a sapere che questa scritta esisteva, se ora non si vede più? Semplice… sul quadro di Poussin, i Pastori d’Arcadia, questi pastori sono davanti ad una tomba, quella di Arques ed indicano con le dita proprio la scritta ET IN ARCADIA EGO. Una collina sullo sfondo del quadro rappresenta proprio Rennes-Le-Chateau!! Praticamente Bigou trasformò la tomba del cimitero di Rennes-Le-Chateau della falsa marchesa in una sorta di copia di quella di Les Pontils, trasportando la lapide e copiando la scritta ET IN ARCADIA EGO sulla lastra tombale. E i resti della persona della tomba di Arques sono ora nella tomba falsa della marchesa nel cimitero di Rennes-Le-Chateau! Ed inoltre, la tomba che si pensava esistesse solamente nell’immaginazione del pittore, in realtà esiste davvero! Era proprio quella di Arques. Tutto ciò è incredibile.

Sempre riguardo ai quadri che acquistò Saunière, riguardo a quello di Celestino V, bisogna sapere che Celestino istituì la Perdonanza Celestiana, una festa che si tiene annualmente a L’Aquila, verso la fine di agosto, nella quale vengono espiati i peccati della gente tramite un'indulgenza. Ebbene, Saunière, istituì a Rennes-Le-Chateau una festa nella quale venivano perdonati i peccati a tutti i partecipanti… non vi sembra strano questo fatto?

Le opere di Saunière

Saunière aprì anche altre tombe, e il Prefetto con i cittadini protestarono, vedendo i loro familiari continuamente disturbati nel loro "sonno eterno". Saunière, dopo la decifrazione della due pergamene, diventò immensamente ricco. Fece costruire la Villa Bethania, casa di riposo per preti, costruì un serbatoio d’acqua e una nuova strada di collegamento per Rennes-Le-Chateau. Costruì anche la Torre Magdala dove vi era lo studio e la sua biblioteca.

All’entrata c’è il monogramma della M incastonata nella A. La M assomiglia molto ad un’OMEGA capovolta. Nelle iscrizioni di Saunière e che riguardano Rennes-Le-Chateau, troveremo molte volte lettere capovolte, che vedremo poi. Saunière per le sue opere spese una cifra come circa 15 milioni di Euro odierni. Doveva aveva trovato tutti questi soldi un povero prete di campagna? Aveva forse trovato un tesoro? Forse grazie alle pergamene aveva trovato una specie di mappa per il tesoro?

 

Le pergamene

A proposito delle pergamene…abbiamo detto che furono decifrate; vediamo cosa davano per risultato queste incredibili pergamene. La prima pergamena era assai strana: infatti, narrava un passo del Vangelo, ma alcune lettere di alcune parole erano scritte più in alto delle altre, più in alto di un’ipotetica linea di scrittura. La prima pergamena decifrata dava una frase misteriosa: "A Dagobert II Roi et a Sion est ce tresor et il est la mort"

Tradotta in italiano: " A Dagoberto II re e a Sion appartiene questo tesoro ed egli è là morto"

Secondo alcuni studiosi, in un dizionario del XIX sec. La parola MORT significa dormiente, a riposo, nascosto.

Ragioniamo:
Si dice che il tesoro è di Sion, quindi di Gerusalemme, si parla del tesoro di Salomone, ma perché si dice che Dagoberto è morto là? Forse vuol dire che la dinastia merovingia deriva da Gerusalemme?

Teniamo presente la seconda definizione. Mort, in questo caso si riferirebbe al tesoro, quindi la frase diventerebbe: il tesoro è quello di Salomone ed è là nascosto. L’ipotesi sembra più probabile.

Ed ora la decifrazione della seconda pergamena che è molto più difficile e complessa.

Per la decifrazione si è usata la Tabella di Vigenere, uno studioso francese.

L’uso di questa tabella richiede una frase intera e una parola chiave per trovare la frase decifrata. La tabella è molto complessa ed occuperebbe una quindicina di pagine per essere mostrata integralmente, perciò illustrerò solo i passi più importanti della decifrazione della pergamena.

La frase (se così si può chiamare) intera, è composta dalle lettere superflue che si trovano nella pergamena; ci sono 128 lettere in più, più altre 12 che sono fuori dall’asse di scrittura che messe in fila danno la frase AD GENESARETH: queste lettere non saranno usate per la codifica.

Le 128 lettere sono:
VCPSJQROVYMYYDLTPEFRBOXTODJLBKNJ

FQUEPAJYNPPBFEIELRGHIIRYBTTCVTGD

LUCCVMTEJHPNPGSVQJHGMLFTSVJLZQMT

OXANPEMUPHKORPKHVJCMCATLVQXGGNDT

Innanzitutto la parola chiave da usare è mortepee, formata da due parole: mort ed epèe che si trovano nella lapide della marchesa. La parola viene ripetuta fino a quando non arriviamo a 128 lettere:

mortepee mortepee mortepee mortepee mortepee mortepee

 

mortepee mortepee mortepee mortepee mortepee mortepee

 

mortepee mortepee mortepee mortepee.

Prendiamo la V che è la prima delle 128 lettere e la M che è la prima della parola chiave. Prendiamo la tabella di Vigenere, troviamo l’incrocio tra la colonna V e la riga M, troveremo la lettera I. Ripetiamo l’operazione con tutte le lettere; troveremo:


IQHMNGVSIMERCSPYCSXLFEBYBRBFFARN

RFMYTPNCAEHUJTMIYGYBMYVCNILVAJKH

YJTVACYIVVHHTVXADYZAQBJYFKBFDGQY

BLRHTTQZCVCIVFOLIYTGGPYPIFOAKDHY

 

Ora scaliamo ogni lettera con quella successiva ( es. la A diventa B, la B diventa C ecc..) ed avremo:

JRINOHXTJNFSDTQZDTYMGFCZCSCGGBSO

SGNZUQODBFIVKUNJZHZCNZXDOJMXBKLI

ZKUXBDZJXXIIUXYBEZABRCKZGLCGEHRZ

CMSIUURADXDJXGPMJZUHHQZQJGPBLEIZ

 

Adesso si utilizza come parola chiave il testo della lapide della marchesa, compresa la scritta PS e Praecum. Avremo:

MUCEARPSPECAPNITACSEIUQERIXXXLOC

DMREIVNAJIIVXELEEDECEDSNATPESETN

AXIOSEDEEGATROFEHCNALBEDLUOPUAHD

EMADSELRADERGENEDEIRAMELBONTIGTC

 

Ripetiamo il metodo della tabella di Vigenere:

VMKROZMMZRHSSHZSDVQQOASDTBZDDMHQ

VSFDDMCDKNQRHZZNDKDERCPQODCBTOFV

ZHDLTHCNBDICMLDFLBNBDDOCRGQVZHZC

GZSLNZDRDAHBDKDQMDDZHDDCKUDUTKCB

 

Ripetiamo il passo dello scalare delle lettere:

XNLSPANNASITTIATEXRRPBTEUCAEENIR

XTGEENDELORSIAAOELEFSDQRPEDCUPGX

AIEMUIDOCEJDNMEGMCOCEEPDSHRXAIAD

HATMOAESEBICELERNEEAIEEDLVEVULDC

 

Ora operiamo il passo del cavallo prima con le prime 64 lettere, poi con le altre 64… sembra incredibile ma avremo una frase di senso compiuto:

BERGERE PAS DE TENTATION QUE POUSSIN TENIERS GARDENT LA CLEF PAX DCLXXXI PAR LA CROIX ET CE CHEVAL DE DIEU J’ACHEVE CE DAEMON DE GARDIEN A MIDI POMMES BLUES.

Per chi conosce il francese risulterà comunque molto difficile tradurre questa frase…forse definirla di senso compiuto è un po’ esagerato…infatti significa:

"PASTORELLA NESSUNA TENTAZIONE CHE POUSSIN TENIERS TENGONO LA CHIAVE PACE DCLXXXI PER LA CROCE E QUESTO CAVALLO DI DIO IO COMPLETO QUESTO DEMONE DI GUARDIANO A MEZZOGIORNO MELE AZZURRE".

 

Beh, senza dubbio è una frase con una miriade di messaggi criptati. Ma qualche indizio l’abbiamo già: l’anno 681 è l’anno in cui Sigibert IV, figlio di Dagobert II arrivò a Rennes-Le-Chateau, ed è anche l’anno in cui si riunì il III° Concilio di Costantinopoli, nel quale si parlava del dualismo religioso… cosa a cui i Catari e gli Albigesi tenevano moltissimo! Inoltre le mele azzurre le ritroviamo nella chiesa di Rennes-Le-Chateau, che visiteremo presto. Infatti in una vetrata posta a sud della chiesa c’è un melo con tre mele blu che in inverno vengono proiettate dal sole in alcuni punti della chiesa… che lì sia nascosto questo misterioso tesoro, perché di questo si parla ormai?

Come sappiamo, Poussin e Teniers erano gli autori dei due quadri che Saunière acquistò al Louvre…nel quadro di Poussin c’è una pastorella… quello di Teniers si chiama "La tentazione". Che i due pittori, attraverso i loro quadri volevano dare una specie di "mappa del tesoro"? Inoltre prendendo il testo della lapide della marchesa;

CT GIT NOBLe MARIE DE NEGRe DARLES DAME DHAUPOUL De BLANCHEFORT AGEE DE SOIXANTE SEpT ANS DECADEE LE XVII JANVIER MDCOLXXXI REQUIES CATIN PACE.

Anagrammando la frase, comprese le parole PS-PRAECUM, troviamo la frase decodificata della seconda pergamena.

Probabilmente nella lapide erano stati commessi degli errori voluti, come MDCOLXXXI anziché MDCCLXXXI perché le lettere dovevano essere le stesse in modo che, anagrammando la frase, si trovava il testo della seconda pergamena.

Passiamo ad altri particolari delle pergamene.

Nella prima, negli ultimi quattro righi, le quattro ultime lettere sono S-I-O-N (Gerusalemme).

Sulla parte superiore della seconda pergamena, troviamo una sorta di diagramma a forma di M, che può essere ritrovato nel testo. Notando bene, sul testo ci sono tre croci, collegandole tra di loro con dei diagrammi possiamo ottenere lo stesso diagramma a forma di M. Prolungando le linee verso il centro, si ottiene lo stesso disegno della pietra della Coumme-Sourde, chiamata così perché trovata in quella zona.

Nella parte bassa della pergamena c’è un disegno con una freccia rivolta verso l’alto con la lettera N… sulla parte sinistra è scritto NO, sulla parte destra è scritto IS.

Rivoltando la freccia, NO e IS diventano SION, Gerusalemme.

Sulla seconda pergamena ci sono delle lettere scritte più piccole di altre: formano la parola REX MUNDI che potrebbe essere riferito sia a Gesù Cristo che al Diavolo.

 

E intanto, che fa Saunière?

Torniamo alla vita del nostro caro curato Saunière.

Egli, il 17 gennaio del 1917, si sentì male mentre stava a Villa Bethania ed ebbe paura, tanto che fece acquistare dalla sua perpetua, Marie Denardaud, una bara. Egli chiamò lo stesso 17 gennaio l’abate Rivière per confessarsi. La confessione durò a lungo, ma non ebbe l’assoluzione (!!!). Saunière voleva sicuramente rivelare il segreto all’abate, e così fece, ma Rivière non capì o non volle capire. L’abate fu visto uscire da Villa Bethania completamente sconvolto. Probabilmente Saunière non ebbe l’assoluzione perché rivelò a Rivière l’ipotesi della non-resurrezione del Cristo che avrebbe messo in crisi i principi della Cristianità. Saunière morì il 22 dello stesso mese senza i "comfort religiosi" e sulla sua tomba troviamo qualcosa di misterioso. Nella scritta INRI della croce, la N è rovesciata in questo modo: И (vedi foto sotto). Secondo alcuni studi, la N che vorrebbe dire NAZARETH, diventa HTERAZAN, che diverrebbe la contrazione dell’antico ebraico HA TE RATZ AN che significa "camera misteriosa". Il riferimento è chiaro: al Sancta Sanctorum.

Quindi Gesù Nazzareno Re degli Giudei, diverrebbe Io so dov’è la Camera Misteriosa del Re degli Giudei. Ma la N rovesciata non si trova solo sulla tomba di Saunière…si trova anche:
-in tutte le croci della chiesa di Rennes-Le-Chateau;
-nella chiesa di S.Sulpice (dove Saunière fece decifrare le pergamene);
-sul calvaire d’Antugnac (a pochi passi da Rennes-Le-Chateau);
-sul calvaire di Villemoustaussou (anche questo vicino a Rennes-Le-Chateau);
-a Segovia, in Spagna (che ci sia un collegamento?);
-sul sarcofago della chiesa di Mountsaunes (un sarcofago visigoto);
-su di una raffigurazione del libro CATECHISME della Diocesi di Carcassonne (zona un tempo eretica);
-sulla tomba posta sul Bezu di Elysabeth Raynaud (il Bezu è una vetta a pochi passi da Rennes-Le-Chateau);
-sulla tomba di Elise Cachet.

Tutto ciò è veramente incredibile. Che tutte queste persone sapessero il grande segreto con tesoro allegato?

Saunière lasciò tutto alla sua perpetua, Marie Denardaud, che quindi venne a sapere del segreto. Ella però non voleva farne uso, e ripeteva sempre di non poterlo toccare. Marie però decise di dire tutto a Noel Corbu (un suo amico); "Vi rivelerò un segreto che vi farà ricco, molto ricco". Questo disse Marie a Noel prima che una demenza la rese muta e che la uccise poco tempo dopo. 
Marie era solita ripetere che "la gente di questo paese cammina sull'oro, ma non lo sa"; cosa intendeva dire con queste parole? "Oro" simbolico o "Oro" vero e proprio? Una cosa è certa, in una forma o nell'altra si trattava di un tesoro.
Si parla anche di misteriose morti, delle quali tratteremo poi…

Ora direi di passare alla visita della chiesina di Rennes-Le-Chateau dedicata a Maria Maddalena… le sue decorazioni divennero faraoniche dopo il misterioso ritrovamento di denaro da parte di Saunière dopo la decifrazione delle pergamene.

 

La chiesa più strana del mondo

La chiesa fu inaugurata nel 1089, e prima di entrare vediamo il pilastro visigoto dove Saunière trovò i due pergamene e dove è inciso PENITENCE!-PENITENCE! e MISSION 1891.

Sul timpano del portale vi sono alcune scritte molto curiose: "TERRIBILIS EST LOCUS ISTE" (questo luogo è terribile); una frase che invita il visitatore ad andarsene, una frase inquietante e misteriosa; la chiesa è un posto protettivo, perché bisognerebbe andarsene?

Ma leggiamo le altre frasi: "DOMUS MEA DOMUS ORATIONIS VOCABITUR" (la mia casa sarà chiamata casa di Preghiera) e ancora: "HIC DOMUS DEI EST ET PORTA COELI" (qui è la casa di Dio e la porta del Cielo). Bernardo di Chiaravalle, (colui che fondò la regola dei Templari) ci dice che Dio chiamò la sua casa, una casa di Preghiera.

Inoltre nella Genesi, in un passo, Giacobbe sogna di una scala che poggia a terra e finisce in cielo e dalla quale salgono e scendono angeli e gli apparve Dio. Al risveglio Giacobbe disse: "Com’è terribile questo luogo! E nientemeno è la casa di Dio e la porta del Cielo!". Giacobbe chiamò quindi quel luogo BETHEL che, in francese significa il Tempio di una setta. Quindi la prima e la terza frase possono essere messe in relazione. Ciò può essere confermato perché in alcune stazioni della Via Crucis (alquanto bizzarra, che vedremo poi…) si vede una scala che poggia a terra e finisce in cielo. Sopra le scritte, un bassorilievo della Maddalena e un simbolo di Leone III. Troviamo anche ai lati della Maddalena 4 vasi con dentro 3 rose ciascuno per un totale di 12. Ma comunque, entriamo nella chiesa.

Ai lati dell’ingresso vi sono due colombe bianche, una datata 1891, l’altra 1892. La colomba bianca è un simbolo alchemico che indica il bianco, il colore della materia prima che origina la pietra filosofale. Nei cristiani, la colomba ha il significato dello Spirito Santo; presso i Greci indicava la Grande Madre, sacra ad Afrodite, cioè Venere… il pianeta Venere che spesso è associato alla Maddalena.

Comunque, appena entrati, sulla sinistra c’è un’acquasantiera sorretta da… un demone (vedi foto sotto)… la statua  è veramente orribile, ed è molto strano vedere una raffigurazione del male in un posto come una chiesa.

Il diavolo rappresentato è Asmodeo, che si dice sia stato catturato da Re Salomone, che lo mise di guardia al Sancta Sanctorum… che la chiesa sia il Sancta Sanctorum e che Asmodeo sia il guardiano? La cosa ci sembra abbastanza strana e unica, ma anche in Italia troviamo la rappresentazione di Asmodeo in una chiesa. E’ una chiesa del Veneto dedicata a S. Lucia. Anche in questo caso Asmodeo regge un’acquasantiera… che ci sia un collegamento?

Ma torniamo a Rennes-Le-Chateau; sopra la statua di Asmodeo, appoggiata alla conchiglia che contiene l’Acquasanta c’è una composizione di quattro angeli posti a forma di croce (vedi foto sotto); ognuno di essi fa uno dei segni della croce. Sotto troviamo la scritta: PAR CE SIGNE TU LE VAINCRAS: con questo segno tu LO vincerai.

Ma la frase originale non conteneva il LO, infatti era IN HOC SIGNO VINCES, cioè: con questo segno vincerai. Ma perché queste due lettere superflue? Beh, con l’aggiunta del "LE" le lettere diventano 22, come 22 sono i denti del teschio all’ingresso del cimitero, come 22 è il giorno in cui è morto Saunière, come 22 sono gli scalini che conducono alla Torre Magdala, come 22 sono la somma delle due rampe da 11 scalini che conducono alla terrazza, come 22 erano le province dei Templari, il 22 nei tarocchi è il "matto", 22 come le lettere dell’alfabeto ebraico. "L" e "E" sono la 13° e la 14° lettera della frase; 1314, l’anno in cui fu giustiziato Jacques de Molay, ultimo Gran Maestro Templare. La "L" è la 12° lettera, la "E" la 5°…12+5=17, come il 17 gennaio quando si sentì male Saunière, come 17 gennaio quando morì la marchesa, come il 17 gennaio che è la festa di S. Sulpice, dove Saunière si recò per decifrare le pergamene, come è il 17 gennaio quando Sigibert IV arrivò a Rennes-Le-Chateau, come 17 gennaio è la data di pubblicazione del "Serpente Rosso" un testo curioso che aiuta a capire i misteri della chiesa di Rennes-Le-Chateau, come il numero 17 è il numero che Boudet mette in evidenza sulla tomba di Jean Viè, modificando la data di morte precedente e scrivendo quella nuova come: 1er 7ebre 1872; come il 17 gennaio è la festa di S.Antonio ( una statua del santo è presente nella chiesa e proprio il 17 gennaio un raggio di sole illumina i suoi piedi per poi risalire fino alla testa ). Beh, come abbiamo capito c’è molta matematica nei misteri di Rennes-Le-Chateau, ma torniamo alla visita della chiesa; eravamo rimasti alla scritta sotto gli angeli.

Dalla parte opposta dell’acquasantiera c’è una statua del Battista con Gesù accanto. I due guardano il pavimento, come del resto fa anche Asmodeo. Ma cosa stanno guardando? Seguiamo la direzione delle pupille; il pavimento che guardano è diverso da quello restante. E’ una sorta di scacchiera: 64 caselle alternate bianche e nere con i vertici orientati verso i punti cardinali.

Sembra quasi che il Diavolo e Gesù stiano giocando una partita a scacchi e ce lo dice anche Saunière nei suoi famosi appunti: "Quei due nella chiesa giocano una partita senza fine, che però non è quella tra il Bene e il Male…"; e allora che partita è? Comunque, appena entrati c’è qualcosa di strano: parte un nastro con registrato un canto di frati; tutto ciò è molto strano, infatti ricordiamo che la chiesa è stata sconsacrata. Inoltre c’è una telecamera di sorveglianza. Guardiamoci intorno. Vediamo la bellezza di sei statue: San Germana, San Rocco, Sant’Antonio Abate, Sant’Antonio l’Eremita, San Luca e la Maddalena.

Quest’ultima tiene in mano un calice che potrebbe essere il Graal. Ai suoi piedi un teschio che simboleggia il Golgota. Proviamo ad unire le iniziali dei santi: Germana Rocco Antonio Antonio Luca. Ebbene sì, la parola che viene fuori è GRAAL, è esclusa la Maddalena perché il Graal lo tiene in mano. Unendo con un tratto di penna le statue con le iniziali formiamo una "M". Vicino alle statue c’è un pulpito con diversi simboli rosacruciani e otto grifoni. Sappiamo che il grifone (il custode dei tesori) è simbolo della doppia natura (quella divina e umana) come d’altronde è Gesù Cristo.

Comunque continuiamo la nostra visita nella chiesa e spostiamoci verso il coro: vi sono due statue, una della Madonna, l’altra di Giuseppe ed entrambi tengono in braccio Gesù Bambino. Saunière voleva forse intendere che il Cristo aveva avuto un fratello gemello? Come del resto la pensano così molti cristiani gnostici?

Guardiamo l’altare: innanzitutto è a forma di Menorah…ha tre candele ad un lato, tre ad un altro e una al centro. Ricordiamo che la Menorah era il candelabro a sette bracci d’oro massiccio simbolo della religione ebraica. Sotto l’altare, un bassorilievo molto curioso: la Maddalena che sta pregando in ginocchio in una grotta davanti alla pietra grezza. Vi è anche un teschio ai suoi piedi è c’è un melo. Tutto normale fino ad ora, ma guardiamo il paesaggio di sfondo: il paesino che si vede sulla collina è proprio Rennes-Le-Chateau!

Ed esiste anche una grotta simile a quella del bassorilievo, che si trova a pochi passi da Rennes-Le-Chateau! Sotto vi era una scritta semi-distrutta da un vandalo:
J
ESU MEDELA VULNERUM SPES UNA POENITENTIUM PER MAGDALENAE LACRYMAS PECCATA NOSTRA DILUAS.

"Gesù rimedio per i nostri peccati e speranza per noi pentiti. Tu cancellerai i nostri peccati grazie alle lacrime della Maddalena".

La frase è riportata anche nella parte inferiore della seconda pergamena.

Vi sono altre stranezze nella chiesa, in particolare nella Via Crucis. Questa innanzitutto è posta in senso antiorario al contrario di tutte le altre chiese Cristiane.

Ci sono dei particolari in alcune stazioni:

Nella prima stazione si vede un bambino negro con dei piedi di grifone.

Nella seconda c’è una donna inginocchiata davanti ad un elmo d’oro, e si nota una scala che poggia a terra e che finisce in cielo.

Nella settima, sullo sfondo si nota la Torre Magdala.

Nell’ottava, c’è una donna con dei veli neri da vedova e un bambino avvolto in un kilt scozzese di colore azzurro.

Fermiamoci qua per ora. Alcuni misteri possono essere facilmente spiegabili: il bambino negro potrebbe essere San Tommaso, in quanto i vangeli gnostici di Nag-Hammadi lo raffigurano come una persona di colore. I piedi da grifone potrebbero essere collegati appunto con la doppia natura del Cristo, comunque tutto ciò non ha precedenti in altre chiese Cristiane dove la rappresentazione di una persona metà umana e metà animale simboleggia il male... La scala è riferita al passo della Genesi, nel sogno di Giacobbe. La scala ha un significato molto simbolico. Infatti, rappresenta il passaggio da qualcosa di inferiore a qualcosa di superiore, o viceversa, in base a se si scende o si sale. Possiamo ricordare il numero frequente quando si parla di scala: il 7. La scala mistica del Rito Scozzese era composta da due gruppi di 7 scalini. I 7 pioli rappresentano i cieli, secondo il Rito Scozzese rappresentano le scienze. Dante dice che le scienze si identificano con i cieli. Continuiamo. La presenza della vedova è spiegata perché Saunière faceva parte della Loggia del Rito Scozzese Antico e Accettato. E si facevano chiamare "figli della vedova". Il bambino in kilt è spiegato appunto per l’appartenenza del curato a quell’ordine e inoltre ricordiamo che nella massoneria esiste il "grado azzurro". Ecco spiegato il colore del kilt.

Ma vi sono molte altre stranezze.

Nell’undicesima stazione un uomo sta dando sollievo al Cristo e si vede un’altra scala sul fondo, ma è buio, infatti è notte. Notare che la notte calò solo dopo la crocifissione del Cristo!

Guardiamo la quattordicesima stazione. Degli uomini stanno davanti al sepolcro ed è giorno. Essi stanno compiendo delle operazioni dubbie: stanno riponendo Gesù nel sepolcro (mentre fu depositato lì di notte!!!) oppure è la rimozione del suo corpo dal sepolcro? (???). Beh, come abbiamo capito, la Via Crucis è piena, strapiena di messaggi nascosti e criptati, e infatti sappiamo che lo scultore era un massone di nome Giscard.

Vediamo un altro simbolo molto curioso. Su un arco verso la fine della chiesa c’è l’incrocio di un’anfora (Maddalena) e di una croce (Gesù Cristo) è un intreccio di due lettere: una M a forma di Omega capovolta e una S. Vuol dire forse un’unione tra il Cristo e la Maddalena? Dobbiamo forse riprendere in considerazione quell’ipotesi bizzarra del matrimonio tra i due? Assolutamente no, visto che quel simbolo lo troviamo anche nel Serpente Rosso, simbolo dei Rosa-Croce.

Anche la sacrestia cela alcuni segreti. Infatti sembra che ci sia un armadio al di sotto del quale si trovi un piccolo spazio molto angusto nel quale non sarebbe entrato mai un uomo. Eppure si racconta che un cane un giorno si perse e si sentiva abbaiare da… sotto la chiesa. Forse il cane era entrato in quel piccolo spazio che portava al di sotto della chiesa? E il sotterraneo della chiesa… era vuoto? Qualcosa ci dev’essere pure, altrimenti non si spiegherebbe la scritta all’entrata: SONO PROIBITI GLI SCAVI NELLA FRAZIONE DI RENNES-LE-CHATEAU.


Fenomeni insoliti

Vi sono inoltre alcuni fenomeni insoliti che hanno a che fare con i raggi solari. Infatti il 13 gennaio, giorno del battesimo di Cristo, un raggio batte sui piedi della sua statua per poi risalire per tutta la figura, e la stessa cosa accade il 17 gennaio per la statua di S. Antonio. Il 4 aprile, il sole batte sulla vetrata della resurrezione di Lazzaro e proietta sulla parete frontale l’immagine del Cristo. E in inverno, a mezzogiorno, vengono proiettate sulla parete le tre mele blu.

Come abbiamo capito la chiesa di Rennes-Le-Chateau è ricca di simbolismo e forse ci sono molti altri simboli che ci sono sfuggiti e che forse sono i più evidenti. Ma siamo sicuri che quella piccola chiesa nasconde qualcosa. A giudicare dalla incredibile mole di "segni" direi di si; forse è una mappa del tesoro tridimensionale, anche perché ormai di tesoro stiamo parlando, anche se come tesoro non è detto intendere qualcosa di materiale, forse anche un segreto indicibile, incredibile, qualcosa di grande, molto grande. Ma chi era a conoscenza di questo tesoro? Abbiamo tanto parlato di Saunière, ma forse stiamo tenendo poco conto di Boudet, diventato amico di Saunière e che maneggiava gran parte del suo denaro. Probabilmente lui aveva scoperto il tesoro. La sua tomba ha qualcosa di misterioso che presto vedremo.

Boudet, l’amministratore dei fondi di Saunière

Innanzitutto non è stato sepolto a Rennes-Les-Bains, dove era prete, ma ad Axet e sulla sua tomba vi è scolpito un libro chiuso con sopra una scritta greca misteriosa: I .C .O .I .S .

La scritta apparentemente non ci dice niente, sappiamo solo che alchemicamente un libro chiuso non indica solo che la persona sepolta era un iniziato, ma anche che quello che era dentro il libro poteva essere capito e letto solo da pochi, solo dagli iniziati. Ma qual’era questo libro? Effettivamente Boudet aveva scritto un libro, che era anche molto strano, pieno di contraddizioni e di cose inaudite. Il titolo era "La vraie langue Celtique e le cromlech de Rennes-Le-Bains". Bene, abbiamo detto che quella scritta misteriosa non significa niente; ma proviamo a rivoltarla: 310XI. 310 sono le pagine dell’opera di Boudet, ma cosa significa quell’XI? Quell’11? Che ci sia qualcosa di strano nella pagina 11 del suo libro? Leggendola ci si accorge che non c’è nulla di strano… ma forse non dobbiamo vedere il contenuto delle pagine… forse bisogna leggere il numero di pagina! Infatti, il libro, nelle "Osservazioni preliminari" comincia con la pagina n.2 anziché con la 1 e continua con i numeri romani II, III, V. Manca il numero IV. Ma non manca la pagina, infatti il discorso continua linearmente senza interruzioni. Beh, è molto strano, ma proviamo a sommare i numeri delle pagine, considerando che la pag.2 sarebbe la pagina 1… 1+2+3+5=11!!! Ebbene sì, la somma è proprio quel numero misterioso. Forse dobbiamo leggere con più attenzione proprio le pagine delle "Osservazioni preliminari". Oltre alle tante stranezze del contenuto del libro, che sembra che Boudet parli in un linguaggio da decifrare, c’è un’altra, ultima, stranezza. Sulla copertina è scritto che l’anno d pubblicazione è il 1886 e l’editore è Pomiès. Ma quest’editore aveva chiuso nel 1880! In realtà Boudet consegnò il suo libro proprio nel 1880 ma non venne pubblicato per sei anni, al termine dei quali, Boudet fece delle modifiche e che poi fu finalmente pubblicato da Louis Bonnafous, che aveva preso l’attività Pomiès. Ma perché aveva usato il vecchio nome della società? Probabilmente Boudet conosceva il nascondiglio del tesoro, ma in realtà non sapeva cosa fosse.

 

Dei pittori molto curiosi…

In realtà il tesoro materiale era forse una minima parte… forse era un altro il tesoro. Probabilmente anche Poussin sapeva del segreto e forse anche il Guercino, ma quest’ultimo come faceva a saperlo se i primi documenti sospetti ci arrivano dal 1644 mentre il suo famoso dipinto risale al 1620? Forse il segreto è qualcosa di molto più vecchio? Forse il tesoro proveniva da molto più lontano? Forse Poussin e il Guercino ci hanno voluto anche aiutare con i loro quadri a trovare il tesoro… in quanto pittori, volevano proprio con la pittura tramandare qualcosa ai loro posteri. Ma in realtà, Poussin e il Guercino non erano i soli pittori a sapere del tesoro, o, più probabilmente del segreto… vengono fuori dei nomi molto grossi… come quelli di Luca Signorelli e di Leonardo da Vinci. Sembra che questi pittori abbiano dipinto i loro quadri utilizzando una sorta di codice segreto. Perché? Lo spigheremo presto.

 

-I Pastori d’Arcadia di Nicolas Poussin

Innanzitutto abbiamo visto Poussin con il suo "I pastori d’Arcadia" e abbiamo notato la stranezza della tomba. Ma non è l’unica stranezza; notiamo bene i vestiti… vi sembrano dei vestiti di pastori? Direi proprio di no… e inoltre guardiamo i piedi dei personaggi… tutti hanno dei sandali ai piedi, tranne la figura vestita di bianco, che tocca la terra con il piede nudo. E perché questa figura non potrebbe essere Pan, dio delle cose carnali, della terra e anche della morte? Anche il vestito di colore bianco, che indica la morte, ce lo conferma.

Nelle raffigurazioni di Pan, però, c’è sempre qualcuno che è contrapposto a lui e dovrebbe essere il Cristo, dio della spiritualità e delle cose non materiali. Sappiamo che il Cristo è sempre raffigurato in abiti rossi e purpurei, e quindi non potrebbe essere la figura sulla destra, colui che è completamente sbarbato e che poggia il piede sulla tomba? La figura con la barba potrebbe essere Giovanni Battista che si contrappone a Gesù che è completamente sbarbato.

Ma la donna sulla destra? Porta degli abiti davvero sontuosi. Ed infatti si tratta niente di meno che della Maddalena. Ella è raffigurata con vestiti oro e blu cobalto, proprio come nel dipinto e il legame con Gesù di cui parlavamo prima, si ripete anche nel dipinto, quando lei poggia la mano sulla spalla del Cristo.

Sarebbe quindi una rappresentazione della sacra famiglia codificata? Indica che in quella tomba è sepolto il Cristo? Indica che la Maddalena era sposata con lui?

Ma non è finita qui. Da un’analisi a raggi X risulta che Poussin abbia dipinto prima i bastoni e poi la tomba, cosa affatto naturale! Proviamo a prolungare le linee dei bastoni finchè non si toccano andando fuori dal dipinto, collegandole con i sandali dei pastori abbiamo un pentacolo, una stella a cinque punte. Inoltre l’intersezione delle due linee che partono dai bastoni va a finire proprio sulla testa di Giovanni Battista, e forse Poussin ci vuole indicare la sua morte proprio per decapitazione. Dipingendo prima di tutto i bastoni, egli voleva assicurarsi di creare il pentacolo in modo che chi lo vedesse capisse il messaggio che voleva dare.

-Danza della musica e del tempo di Nicolas Poussin

Un altro quadro di Poussin non meno inquietante del primo. La scena raffigura due donne che danzano in primo piano ed altre figure in secondo piano. C’è Ermes che suona la lira, come accompagnamento per la danza e ai lati ci sono due cherubini: uno ha la bolla della creazione, l’altro ha la clessidra del tempo. Sempre ai lati ci sono due colonne che rappresentano Elaphim e Geroboamo e sulla colonna sinistra è ripetuto il motivo delle due teste una sbarbata e l’altra no, come nel quadro precedente. Nel cielo è presente il carro di Orione che con il cerchio magico che regge in mano rappresenta lo zodiaco ( il circolo degli animali ). Chiaramente anche questo è un quadro da codificare e guardiamo la donna al centro che è vestita con uno scialle dorato come quello dell’ipotetica Maddalena dei pastori d’Arcadia. La donna al suo fianco la tiene per mano ed è vestita di rosso e di blu, come la Vergine Maria dei cristiani che è raffigurata sempre con questi abiti. Il fatto che si tengono per mano indicherebbe un legame di natura fisica e quindi la donna al centro non potrebbe essere la Maddalena? Inoltre anche qui collegando con delle linee la clessidra del cherubino con il cerchio di Orione, questo con la bolla del cherubino, questo con la colonna di destra e quindi con la colonna di sinistra, non abbiamo forse di nuovo un pentacolo? Ebbene sì, anche stavolta abbiamo un pentacolo e l’intersezione delle linee che partono dalla clessidra e dalla bolla vanno a finire sul ventre della Maddalena che potrebbe significare che proprio da lei nacque la dinastia merovingia, dal suo ventre. E anche questa diverrebbe una rappresentazione della Sacra Famiglia al femminile. Passiamo ad un altro quadro…


L’educazione di Pan
di Luca Signorelli

Passiamo ad un altro quadro. Il pittore stavolta è Luca Signorelli. Abbiamo imparato a conoscere Pan nei pastori d’Arcadia… ora vediamo come veniva educato (…). Innanzitutto il quadro rappresenta Pan al centro del quadro circondato dai suoi avi che lo stanno educando e questi sono rappresentati come morti. Sopra la testa di Pan vediamo un eclissi di luna che rappresntano le corna di Pan. Questo è completamente nudo, a parte uno scialle che porta sulle spalle. Dietro di lui vi sono due templi identici (riferimento a Elaphim e Geroboamo) e due cavalieri su due cavalli, uno bianco e uno nero, rivolti in direzioni opposte, che potrebbe rappresentare il dualismo. Una donna sta soffiando con una canna di bambù la preghiera della vita a Pan, e questa potrebbe essere la Vergine. C’è una donna con una canna di bambù rivolta verso la figura sdraiata in basso. Questa potrebbe essere un uomo, anch’esso con una canna di bambù. Ma poniamo più attenzione allo scialle di Pan. A prima vista ci sembra un ammasso casuale di stelle, mentre in realtà è la costellazione dei gemelli. E allora lui potrebbe essere il gemello della figura sdraiata a terra, cioè il Cristo, e la donna accanto al Cristo, la Maddalena, visto che i due sono vicini indicando un rapporto. I due gemelli, il dualismo, le idee contrapposte, la spiritualità e la carnalità. Ed ora manca solo una cosa… ebbene sì, non abbiamo ancora trovato il pentacolo, ed invece è presente anche in questo dipinto. Tracciando due linee che partono dalla punta del bastone dell’antenato alla desta di Pan e arrivano l’una fino alla base del bastone di Maddalena e l’altra alla base di quello a cui è appoggiato l’anziano ai piedi di Gesù, vediamo formarsi la stessa figura degli altri quadri. Tirando una riga dalle punte di ciascuno dei bastoni fino alla base dei loro opposti si completa lo schema tracciando un pentacolo semplice. Ed ora passiamo ad un altro quadro misterioso.

 

-Il diluvio universale di Nicolas Poussin

Siamo arrivati all’ultimo quadro del nostro caro amico Nicolas e non meno importante degli altri due. Diciamolo subito, in questo quadro stranamente non si trova un pentacolo, ma non per questo il quadro non è da codificare, ebbene sì, perché anche questo rappresenta, in modo ancor più dettagliato, la Sacra Famiglia. Il dipinto è molto triste ed infatti rappresenta i superstiti del diluvio su una barca. C’è una persona in acqua in groppa ad un asino ed è vestito con dei panni rossi, che potrebbe indicare il Cristo visto che entrò in Gerusalemme a dorso di un mulo. Sempre in acqua c’è un uomo che cerca con tutte le sue forze di portare in salvo un… libro che probabilmente è il libro dei morti, il registro delle anime. Su di una roccia, sulla sinistra c’è un serpente che è sopravvissuto ed indica il male, il tradimento, come nel caso di Adamo ed Eva. Le persone sulla barca sono importantissime. C’è una donna vestita con gli stessi abiti dei pastori d’Arcadia, cioè in blu e oro (rappresenterebbe la Maddalena) che tiene in braccio un bambino vestito in panni purpurei. E a questo punto qualcosa non quadra. Il Cristo l’abbiamo identificato sull’asino, quindi quello non può essere il Bambino Gesù, ma probabilmente il primo della dinastia merovingia, nato dall’unione del Cristo della Maddalena. Quindi questo quadro rappresenterebbe la Sacra Famiglia e il suo seguito. Ed ora passiamo all’ultimo quadro dipinto proprio da, udite udite…

 

-La vergine delle rocce (o Madonna delle rocce) 1° e 2° versione di Leonardo da Vinci

Siamo arrivati all’ultimo quadro, o almeno agli ultimi due, visto che questo fu l’unico quadro del Leonardo fatto due volte. Perché? Lo scopriremo? Forse… ma cominciamo la descrizione. Nella prima versione vediamo la Vergine Maria ed Elisabetta con i loro figli, Giovanni e Gesù. Maria è vicina a Giovanni, mentre Elisabetta è vicina a Gesù. La cosa che più salta all’occhio sono gli abiti di Elisabetta, molto più sontuosi di quelli della Vergine. Elisabetta, raffigurata anche con delle ali d’angelo è la protagonista del quadro. Gesù sembra elargire una benedizione nei confronti del suo coetaneo, Giovanni, che lo sta pregando con una croce egizia appoggiata sulla spalla. Maria è quasi messa in secondo piano da Elisabetta. Nella seconda versione, invece c’è un grande calo d’importanza di Elisabetta. I suoi vestiti non sono più sontuosi e la Madonna ora è vestita di rosso e blu (nella prima versione era d’oro e blu). Tutti hanno l’aureola meno Elisabetta, indicando ancora una volta la scarsa importanza della donna. Ora sembra che Giovanni stia dando una benedizione a Gesù. Effettivamente non ci sono molte differenze tra i due dipinti, ma forse Leonardo, furbo com’era ci voleva ingannare e farci soffermare sulle differenze anziché pensare alle analogie. Già, infatti è rinomato che gli scienziati avevano gran difficoltà a decifrare i testi di Leonardo, visto che egli scriveva in modo da leggere con uno specchio e lui era felice di come gli scienziati si scervellavano per decifrare i suoi scritti. E forse anche qui ci vuole burlare. Infatti una conferma di questo potrebbe essere nella prima versione. Nell’angolo in alto a sinistra guardiamo bene le rocce. Non vediamo niente di strano, ma ruotiamo il quadro di 90° gradi verso sinistra se osserviamo bene vediamo che le rocce diventano la faccia di una persona che ride e che si copre la bocca con una mano proprio come se ridesse. Potrebbe essere la personificazione di Leonardo che ride vedendoci impegnati nella decodificazione dei suoi quadri. Che tipo questo Leonardo! Ma purtroppo per lui, il mistero sembra svelato e stavolta Leonardo non ci burla. Infatti il mistero l’abbiamo capito. Lui ci voleva far concentrare sulle differenze ma il vero mistero era nelle analogie. Guardiamo l’angolo superiore destro del quadro. Il motivo sia nella seconda che nella prima versione è uguale e sembra che Leonardo abbia cambiato il resto ma quel motivo a forma di V sia rimasto. Egli gli ha dato molta importanza. Perché? Chiaro, è lo stesso motivo dei pastori d’Arcadia dei bastoni incrociati che portano Pan ed il Cristo.

Ebbene siamo giunti alla fine della sezione e direi di concludere. Tutti i dipinti richiamano al primo cioè, ai pastori d’Arcadia dove c’è quella tomba con la figura vestita di rosso che poggia il piede su di essa. Che lì sia sepolto il Cristo? Che lì avvenga la distruzione dei princìpi Cristiani? Che sia solo una coincidenza? Dobbiamo credere o non dobbiamo credere? Innumerevoli scienziati e studiosi si sono recati ad Arques, dov’è la tomba del quadro, ma lì dentro non c’è niente. Dietro la tomba c’è un dirupo. Calandosi troviamo due grandi massi paralleli che sembrano due tombe. Che siano quelle di Gesù Cristo e della Maddalena, i due sposi emigrati in Francia? Che sia stato decodificato il codice dei pittori? Che sia stato risolto il mistero di Rennes-Le-Chateau? Abbiamo forse capito a cosa alludeva Marie Denardaud quando parlò a Noel Corbu? Ma torniamo alla nostra storia.

Forse a conoscenza del segreto erano l’abate Cros, Gelis, la perpetua, cioè la Denardaud, probabilmente Billard, Cayron, Jean Viè e Cauneille. Bè si parla di morti misteriose all’interno dell’ambiente di Rennes-Le-Chateau. L’abate Gelis fu ucciso nel 1897 e trovato il giorno dopo l’assassinio col cranio fracassato. La sua tomba è orientata verso Rennes-Le-Chateau e sopra di essa c’è un simbolo dei Rosa-Croce.

La nipote di Marie Denardaud, la quale le aveva regalato dei gioielli appartenenti all’oreficeria visigota verrà assassinata da un membro di una setta segreta.

Gli autori del Serpente Rosso (quel testo curioso che può essere relazionato con la chiesa di Rennes-Le-Chateau e pubblicato il 17 gennaio 1967) furono trovati impiccati due il 6 marzo, l’altro fu trovato anche lui impiccato il giorno dopo, il 7 marzo. Ma perché avevano operato questo "suicidio di massa" perché ormai di questo si tratta? Forse avevano fatto un giuramento? Forse sapevano il segreto? Forse conoscevano qual’era il tesoro? Probabilmente questo non lo sapremo mai.

 

La provenienza del tesoro

Ma da dove proveniva proprio questo tesoro? Potrebbe essere il tesoro visigoto? Quello templare? Quello cataro? O addirittura quello del Tempio di Salomone? Erano quattro tesori oppure un unico, grande tesoro? La seconda ipotesi potrebbe essere la più probabile. Infatti quando Tito saccheggiò Gerusalemme, portò con sé i tesori del Tempio di Salomone. Ma quando Roma fu saccheggiata, i visigoti trasportarono quel tesoro in Francia. I visigoti portarono il tesoro a Carcassonne, che poi furono costretti ad abbandonare; lì vicino c’era un’altra fortezza visigota, Rennes-Le-Chateau. Che sia proprio lì il tesoro? Nel 681, quando arrivò a Rennes-Le-Chateau Sigibert IV, il tesoro sarebbe stato nascosto nel castello Blanchefort, che si trova proprio a Rennes-Le-Chateau. Ma alla morte del Gran Maestro Templare Bertrand de Blanchefort, il tesoro sarebbe stato dato ai Catari, in quanto, secondo la tradizione, antenati del Gran Maestro. Dove portarono questi il tesori? Molti indizi ci fanno dire nei dintorni o proprio a Rennes-Le-Chateau. Per quanto possiamo dire che il tesoro era in realtà un segreto, la parte materiale esisteva eccome! Infatti furono trovati due lingotti d’oro molto pesanti e anche una statuetta d’oro massiccio.


Conclusioni, riflessioni ed ipotesi

Sono moltissime le ipotesi formulate sul mistero di Rennes-Le-Chateau. Esaminiamole: secondo alcuni, il libro di Boudet, decodificato, spiegherebbe la presenza di un tesoro nascosto in 12 posti diversi nei dintorni di Rennes-Le-Chateau. Una delle ipotesi più accreditate, che abbiamo citato prima nella sezione di quadri misteriosi, solo in voga però tra i cristiani gnostici, è quella che Gesù Cristo non sia morto sulla croce, ma che abbia finito i suoi giorni proprio qua, in Linguadoca, trasferitosi insieme alla Maddalena, che sarebbe divenuta sua sposa e che avrebbe avuto dei figli dai quali sarebbe nata la dinastia merovingia. Le loro tombe si troverebbero sotto quella famosa di Arques raffigurata nel quadro "I pastori d’Arcadia".

Alcuni dicono che il tesoro sia quello dei Templari, altri quello dei Catari, altri quello dei Visigoti… altri dicono addirittura che il tesoro sia la Pietra Filosofale… anche se questa teoria sembra un po’ fantasiosa. Alcuni dicono che il tesoro sia quello della Blanche de Castille, altri il tesoro del Tempio di Salomone. Ma veniamo alle ipotesi più inquietanti: molti dicono che proprio qui si nasconda la tomba di Gesù Cristo. Proprio sotto il Cardou (il "corps de Dieu").

Altri dicono che l’Arca dell’Alleanza sia nascosta ad Arques (ricordiamo che la famosa tomba di Les Pontils ad Arques ha le stesse dimensioni dell’Arca).

Ma l’ipotesi più famosa e più accreditata è quella che nella tomba falsa della marchesa sia nascosta Maria Maddalena. Le iscrizioni sulla lastra che la indicano come una donna dai facili costumi, le raffigurazioni ripetute della santa in una chiesa così piccola, l’adorazione particolare che Saunière aveva per lei, inoltre nel quadro di Poussin, siamo sicuri che la donna raffigurata come pastorella è davvero una pastorella? Non potrebbe forse essere la stessa Maddalena?

Molti pensano che il mistero di Rennes-Le-Chateau sia tutta un’invenzione. Si parla anche di "farsa esoterica ormai svelata". Analizziamo il perché di queste convinzioni di un possibile falso clamoroso di tutto questo mistero. Innanzitutto si dice che le pergamene siano dei falsi del XIX se non del XX secolo. Infatti, nel mezzo della seconda pergamena c’è un punto interrogativo disegnato alla maniera moderna, odierna, che non era conosciuto all’epoca. Inoltre lo stile della pergamena è il semionciale (dell’VIII e IX sec., completamente fuori tempo rispetto alla vicenda). Comunque, personalmente, credo al mistero… le coincidenze sono tante, davvero troppe. Dove aveva trovato Saunière tutti quei soldi dopo la decifrazione delle pergamene? Si calcola che spese circa 15 milioni degli odierni Euro… abbastanza insolito per un povero prete di campagna. Ma comunque rimango convinto che il tesoro, almeno la gran parte del tesoro fu il segreto… quel segreto rivelato a Rivière e che impedì al curato di assolvere l’abate Saunière. Un segreto che, come detto prima, poteva mettere in serio pericolo tutti i più fondamentali princìpi della Cristianità.


Sancta Sanctorum???

Vi lascio comunque con un mistero molto affascinante; sappiamo che nei dintorni di Rennes-Le-Chateau ci sono molti luoghi che si riferiscono alla Maddalena, e vi sono alcuni "calvaires" un po’ particolari (quelli con le N rovesciate e non solo). Ebbene questi luoghi sono: Antugnac, Montazels, Pastabrac, Couiza, Coustaussa, Esperaza, Campagne-Sur-Aude, Saint Ferriol, Granes, Luc-sur-Aude, Cassaignes e Rennes-Les-Bains.

Bene, se abbiamo una mappa abbastanza definita con noi (clicca QUI per aprire in un'altra finestra la mappa), possiamo vedere sorprendentemente che tutti i calvaires e la chiesa di Rennes-Le-Bains possono essere uniti con un cerchio. Tracciando un cerchio si passa per tutti i "calvaires" e per la chiesa di Rennes-Le-Bains. Unendo la chiesa di Campagne-sur-Aude, il monte Cardou e il calvaire d’Antugnac, formiamo un triangolo scaleno. Inoltre i calvaires di Montazels e Antugnc sono allineati con la Poltrona del Diavolo. (una pietra nella foresta di Rennes-Les-Bains ricca di simboli esoterici).

Inoltre la chiesa di Esperaza, Rennes-Le-Chateau e le Terme di Rennes-Les-Bains, anch’essi sono allineati! Facendo un breve viaggio intorno a Rennes-Le-Chateau, ci accorgiamo che vi sono altri calvaire importanti…uno in una località della "La Causse" ed un altro detto di "Pachevan" che si trova in una fattoria diroccata. Inoltre, vicino alla poltrona del Diavolo, troviamo una piccola cappella diroccata dedicata guarda un po’ a Maria Maddalena. Bene uniamo queste nuove tre località con un tratto di penna insieme al calvaire d’Antugnac, alla chiesa templare di Campagne-sur-Aude e ad un altro calvaire dedicato a Raymond Guirraud. Unendo questi 6 punti viene fuori un perfetto esagono.

E visto che sappiamo che un esagono è formato da due triangoli, proviamo ad evidenziarli all’interno dello stesso; è proprio una stella di David, il simbolo di Re Salomone. Ed al centro, Rennes-Le-Chateau.

Ma gli altri allineamenti? Ebbene, la base templare sul Bezu ha un allineamento di 18° nord-nord-ovest rispetto alla poltrona del Diavolo. Ebbene, ruotando la stella di David di 18° in senso antiorario, come chiaramente facevano i Templari, ne viene fuori una nuova, dove uno dei vertici si trova proprio sulla poltrona del Diavolo.

Tutti i suoi vertici e le linee interne arrivano ad intersecare fino a 14 località, quante sono le stazioni della Via Crucis. Ma non è finita qui, anzi! Ci sono molti riferimenti al Sancta Sanctorum, ricordate? Ebbene, il Sancta Sanctorum si trovava nella parte orientale dei sotterranei in una grande stanza rettangolare. Beh, noi conosciamo le misure di quella grande sala rettangolare dove vi era anche il Sancta Sanctorum. Ebbene, le dimensioni della sala sono proporzionalmente uguali al rettangolo interno della Stella di David disegnata sulla mappa.

Nella parte orientale ci dovrebbe essere il Sancta Sanctorum. Quindi, i Templari, avrebbero costruito le loro chiese, magioni e calvaires, formando una sorta di Tempio di Salomone virtuale all’interno del quale ci sarebbero tutti i tesori del Sancta Sanctorum. Possibile che in quella zona della Francia siano nascosti tutti quei tesori?

Non lo sappiamo, ma presto, molto presto, secondo me lo verremmo a sapere... e naturalmente vi informeremo!

 

Green Knight

 


Bibliografia:

- Il Codice Arcadia P.Blake, P.S.Blezard
- Alla ricerca del sepolcro R.Andrews, P.Schellenberger
- La rivelazione dei templari L.Picknett, C.Prince

Webgrafia:

- http://www.rennes-le-chateau.com
- http://www.rennes-le-chateau-la-revelation.com
- http://www.ordinedeltempio.it

 

 

 

{Rennes-Le-Chateau, gli indizi sono molti, ma questa è una faccenda comunque da prendere molto seriamente e delicatamente, anche noi consigliamo di prendere "con le pinze" i messaggi ed i segni di questi luoghi che, ricordiamo, furono vere e proprie roccaforti di svariate eresie che diffusero versioni sempre più assurde e blasfeme delle Sacre Scritture; non ci stupiremmo, infine, se Asmodeo c'entrasse davvero qualcosa con quei luoghi. NdOstri&Palle}