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L'alba del Medioevo: il Crollo dell'Impero Romano

 





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Il Medioevo germoglia dalle ceneri dell'Impero Romano. L'alba di questa epoca straordinaria durata mille anni si poggia sul crollo della cultura romana, pertanto è fondamentale comprenderne il contesto, il caos, il crollo...

Le teorie di decadenza e di crollo sono state oramai superate dagli studiosi, sono state sostituite da quelle di una grande trasformazione, cioè l'integrazione tra romani e germani sarebbe stata così graduale, che quasi nessuno si sarebbe accorto per molto tempo della fine dell'Impero Romano d'occidente.
L'Impero è caduto senza rumore. Come dicono alcuni storici, oggi sembra brutto parlare di invasioni germaniche perchè c'è il costante timore di essere accusati di xenofobia, oggi ogni analogia tra la nostra situazione e quella dell'Impero Romano finisce con l'essere interdetta proprio perchè sospettata di essere una tesi xenofoba, quindi non bisogna più parlare male dei germani. Ma in realtà non si tratta di parlar bene o male, ma di fare storia e quindi di descrivere gli avvenimenti.
Parlare di fine vera e propria dell'Impero non si usa più: in realtà la cesura non è stata immediatamente percepita dai contemporanei, c'era la crisi economica, una insicurezza sociale per tanti motivi, e tutto ciò scoraggiava una natalità che era già debole da tempo, in più c'erano epidemie e guerre, quindi le nascite non riuscivano a compensare le perdite umane. Ovviamente, allora come oggi, la denatalità porta alla crisi dell'amministrazione della cosa pubblica. Mancano braccia per lavorare, allora c'era il problema di pagare le tasse, oggi c'è il problema di pagare le pensioni, allora non c'erano fondi sufficienti e lo Stato doveva alzare le tasse, oggi servono fondi per poter pagare le pensioni degli anziani che sono tanti perchè i giovani diminuiscono... Soprattutto c'era un atteggiamento morale di disinteresse alla natalità, era l'aspetto più preoccupante, allora come oggi. E' interessante vedere come l'aristocrazia romana fosse più interessata ai piaceri della vita che alla difesa dell'impero. Addirittura lo scrittore Petrone denunciava il fatto che chi faceva figli non trovava posto nei pranzi, negli spettacoli e di come fosse escluso da ogni vantaggio, insomma avere figli non era di moda. Allo stesso modo oggi ci capita di vedere persone che per necessità economiche o per poter banalmente godersi la vita, rinunciano ad avere figli o ad averne più di due. Quindi allora come oggi le famiglie erano fragili o poco feconde, anche allora ad esempio dilagava l'aborto, il concubinato era la regola, il divorzio era frequente, aumentava anche allora il numero di relazioni omosessuali e quindi sterili. Si ebbero dunque una serie di problematiche economiche, sociali e morali che interessavano il mondo di allora come il mondo attuale, ovvero meno popolazione equivale a meno produzione, quindi meno tasse, costringendo l'Impero ad aumentare le imposte, generando una crisi economica, molti andarono in rovina... Pare davvero di leggere pagine di giornali di oggi, tanto che i cittadini indebitati e impoveriti favorivano un aumento della criminalità, e poi c'era il vero e proprio problema dell'immigrazione. I popoli nuovi, quelli che noi chiamiamo barbari, i germani, erano alle frontiere ed erano chiamati dallo stesso Impero all'interno, perchè l'immigrazione rappresentava allora come oggi molta manodopera a buon prezzo, ed era un fenomeno che veniva tollerato, quindi molti venivano accolti per ripopolare zone abbandonate o anche per fare dei lavori che i romani non volevano più fare. Considerando che la schiavitù era ancora molto diffusa, venendo meno anche gli schiavi, i romani non volevano svolgere certe attività quindi chiamavano gli immigrati. E le cifre sono grosse, allora come oggi, negli ultimi decenni del IV Secolo entrarono un milione di barbari, considerando che l'Impero aveva circa 20milioni di abitanti è come dire oggi 15milioni di immigrati in Europa, e cioè una cifra infatti realistica. Quindi era vera la spinta dei germani sui confini dell'Impero, ma è anche vero che la classe dirigenziale romana non seppe governare adeguatamente quegli accessi indiscriminati.
Il problema medesimo ebbe l'esercito: non avendo più truppe per difendere i confini venivano accolti nelle forze armate i barbari. Il problema che si pose allora come oggi era se dare o meno la cittadinanza romana agli immigrati. E fu l'Imperatore Caracalla che lo fece, anche per poter aumentare le entrate, perchè chi aveva la cittadinanza doveva pagare le tasse. Questo produsse una serie di problemi. I germani non si integrarono molto, entrarono comunque nell'esercito, fecero carriera, entrarono anche nella famiglia imperiale pur rimanendo coesi tra di loro e quindi favorendo e difendendo solo la loro razza. C'è il caso emblematico di un Comandante vandalo, Stilicone, il quale pur essendo di origini barbariche difese l'Impero dagli altri popoli germanici, però quando poi venne assassinato dall'Imperatore che non si fidava più di lui, questo evento fu seguito da un'ondata di diserzioni, l'esercito crollò su se stesso, e questo permise a un altro barbaro, Alarico, di saccheggiare Roma per la prima volta dopo ottocento anni.
Quindi una serie di fenomeni che aumentavano l'insicurezza all'interno delle città. A tutto ciò poi si aggiungeva pure un degrado morale, la scoperta di nuove religioni orientali, anche oggi assistiamo a un indebolimento del cattolicesimo in favore di filosofie orientali, buddismo, yoga, meditazione ecc. e quindi anche il venir meno della religione tradizionale era accompagnato da un deciso tracollo della moralità, sia pubblica che personale. La differenza che potremmo evidenziare nei confronti di allora, e questo rende addirittura più grave la nostra situazione attuale, è che mentre gli immigrati di allora, le popolazioni germaniche, non erano portatori di un pensiero forte, cioè di una grande identità, come potrebbero essere oggi i musulmani, quindi i barbari ambivano ad assimilare la nostra cultura, invece oggi accade che le comunità che entrano, non si integrano, sono convinte di essere superiori alle nostre, e quindi continuano a costituire un "corpo estraneo".
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